440 anni di storia del Verdicchio a Matelica

440 anni di storia del Verdicchio a Matelica

440 anni di storia del Verdicchio a Matelica

LA VITE A MATELICA

I vinaccioli fossili ritrovati a Matelica nella tomba picena di Villa Clara (VII-VI sec. a.C.)

I vinaccioli fossili ritrovati a Matelica nella tomba picena di Villa Clara (VII-VI sec. a.C.)

Sono già trascorsi 440 anni da quel lontano 12 gennaio 1579 quando, in un locale atto notarile, venne riportato per la prima volta il vitigno “Verdichio” (con una sola C!) con riferimento al territorio di Matelica.
Qui, infatti, l’uva e più in generale la coltivazione della vite hanno avuto da sempre un’importanza notevole e che risale a tempi molto più antichi.

La testimonianza più famosa è rappresentata dai vinaccioli fossili di Vitis vinifera ritrovati, come componente del corredo funerario di un principe piceno, nella tomba “Villa Clara”.

Diverse sono state le testimonianze della bontà dei vini prodotti nell’Alta Vallesina come le cronache dello storico Cimarelli (1642), quelle del poeta settempedano Francesco Panfilo (XVI sec. Le lodi del vino) o quelle enologiche dell’archiatra papale Andrea Bacci (1596, De Naturali Vinorum Historia).

Nel corso dei secoli molteplici sono stati gli atti notarili che segnano donazioni e passaggi di proprietà di vigne dai quali si desumono, ad esempio, le varie località che erano più adatte alla coltivazione della vite nei dintorni di Matelica: l’Incrocca, Quadrelle, Castagneto, Avenza, Sant’Anna, Lame, Casanova, Sangiovanno, Fonte Bona, San Matino, Cupa, Rostichelli, Gorgora, Colle delle Rundule e le terre di proprietà del matelicese Girolamo Ottoni.

 

LA PRIMA CITAZIONE DEL VERDICCHIO A MATELICA

Il ritrovamento del rogito che cita il vitigno “Verdichio”, conservato presso l’Archivio di Stato di Macerata sezione di Camerino, si deve alla storica matelicese professoressa Maria Fiorella Conti che presentò l’eccezionale scoperta nell’ambito del convegno “Il Verdicchio di Matelica attraverso i secoli: percorso storico della viticoltura nel territorio di Appenninia, prospettive di sviluppo all’alba del terzo millennio” svoltosi a Matelica nel 1999. In questa pagina è possibile leggere l’intervento integrale. 

Si tratta di un rogito stilato dal notaio matelicese Giovanni Governali e porta la data del 12 gennaio 1579. È un accordo tra quattro signori: i signori Fabio e Giovan Battista Pellegrini di Matelica da una parte e Nicola di Rocco Belacqua e Rocco suo padre dall’altra. Ratificano un accordo che tra le altre cose recita: “Item se obliga piantarvi tutti buoni vitiami, et per di più Verdichio et Brungentile”. Ecco la prima citazione storica del vitigno Verdicchio per Matelica!

DALL’OTTOCENTO A OGGI

L’ampelografo Di Rovasenda, a fine Ottocento, descrisse il Verdicchio come il “vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche” mentre l’inchiesta agraria Stefano Jacini documentò ampiamente l’importanza viticola e la diffusione del Verdicchio nell’Alta Vallesina, tra Camerino e Fabriano.
Un’importante descrizione delle caratteristiche viticole ed enologiche del vitigno “Verdicchio bianco” venne compilata nel “Bollettino Ampelografico”, edito dal Ministero dell’Agricoltura negli anni 1876-1887.
La consacrazione del Verdicchio di Matelica avvenne successivamente in due momenti storici: il 12 luglio 1967 (riconoscimento della DOC) e il 1 marzo 2010 (attribuzione della DOCG per la versione Riserva, a confermare la grande capacità evolutiva del vino).

Francobollo-Verdicchio-di-Matelica

Francobollo Verdicchio di Matelica Riserva DOCG

Oltre ai numerosi premi e riconoscimenti ricevuti dal Verdicchio di Matelica in concorsi enologici e dalle guide enogastronomiche, nel 2015  anche Poste Italiane celebrò il Verdicchio di Matelica Riserva DOCG con l’emissione di un francobollo speciale nella serie tematica “Made in Italy” dedicata alle eccellenze enogastronomiche italiane – il vino Docg- del programma filatelico 2015.

Un percorso che, attraverso i secoli, ha contribuito a riconoscere al Verdicchio di Matelica tutte le caratteristiche per rappresentare un grande vino italiano, espressione di un terroir unico, ricco di storia e cultura.